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Mi chiamo Cristiana Bollini (da cui proviene il nome del nostro B&B CRIBO’) ed insieme con mio marito Egizio Carmine e con la collaborazione più o meno forzata dei nostri due rampolli Elpidio Moreno di 24 anni e con Danilo Luca gestiamo dal 2002 quest’attività nella nostra casa padronale di cui vi racconterò la storia.
"Era una calda mattina d’aprile dell’anno 1987, quella mattina sono uscita con mio figlio minore Danilo Luca, di circa sei mesi, per fare una passeggiata decisa ad esplorare ogni anfratto del paese di San Giuliano Terme in cui risiedevamo già dal 1982, sposati da un anno e dove in un'altra zona, precisamente in via XX settembre, nei pressi della chiesa dove ci eravamo uniti in matrimonio.
Ad un certo punto la mia attenzione è stata attirata da una piccola strada a fondo chiuso costituita principalmente da un lato da edifici antichi, confinanti su un lato e con ognuna un giardino con dei bei cancelli in ferro battuto, pensavo che sarebbe stata la soluzione ottimale poiché ormai il nostro piccolo appartamento all’epoca da noi ristrutturato, mio marito è il braccio (muratore, idraulico etc. per necessità) ed il la mente (architetto arredatrice etc.)era diventato veramente troppo piccolo per le nostre esigenze.
M’inoltrai nella strada e di nuovo la mia attenzione si fermo su una in particolare che si trovava in uno stato totale d’abbandono, le cui finestre a malapena s’intravedevano in una fitta sterpaglia, sembravano occhi imploranti che chiedevano di ritornare all’antico splendore Apparentemente sembrava disabitata, ma notai che il viottolo dal cancello del giardino fino al portone d’ingresso era pulito. Mi feci coraggio,spinsi il cancello ed entrai, ma non vedendo nessuno stavo quasi per uscire, quando una voce gentile da dietro una persiana disse:< Vieni questa casa è abitata, non è un cimitero.> Riconobbi in quella voce la signora Sebia, con cui avevo stretto amicizia quando mi recavo nella merceria Nila dove la proprietaria regalava caramelle ai miei bambini.
Da lei seppi chi erano i proprietari, la casa era stata costruita dal bisnonno,costruttore edile, soprannominato sciabolino, perché usava la mestola con la maestria con cui un esperto spadaccino usa la sciabola, ed infatti la strada si chiama Via Sciabolino, un omaggio del Comune a questo cittadino.Da molto tempo cercavano di venderla, ma il costo, lo stato d’abbandono e la presenza di due inquiline anziane rendeva le trattative difficili.Pregai Sebia di tenermi informata su eventuali compratori e con il cuore in tumulto ritornai a casa.
In un primo momento non né parlai con Carmine perché le finanze d’allora non ci consentivano di muoverci, ma convinsi mio marito a mettere da parte più soldi possibili perché la nostra casa seppur bellissima era piccola.
All’incirca un anno dopo dissi mio marito : Quando Carmine vide la casa. Che aveva anche all’ora un orto sul retro, incominciò a saltellare come un pazzo esclamando : Incominciarono così le lunghe ed estenuanti trattative con uno degli eredi residente a S.Giuliano , di cui ometto il nome per correttezza, che incaricato dai parenti di fare da mediatore per gli eventuali acquirenti sembrava fare di tutto per non concludere.
Carmine ad un certo punto s’arrese, ma io molto più testarda di lui, aggirai l’ostacolo e ottenni il numero telefonico del cugino di Genova , a cui venivano attribuite tutte le titubanze ne vendere la casa a noi.
Quando telefonai, con il cuore in gola, mi rispose un signore dal tono caldo e gentile che mi fisso un appuntamento nella sua villa, fuori S.Giuliano.
Quando c’incontrammo ci rendemmo conto di essere di fronte ad un vero signore, mi facemmo coraggio e gli chiedemmo perché aveva tutte queste riserve su di noi, al sentire ciò sgranò gli occhi, di certo capì la situazione ed esordì con un :
E fù così che il 1 aprile del 1989 alla presenza del notaio Valerio Varrati e del nostro geom. Gianluca Pistelli, che parteggiavano con affetto per la nostra famiglia ed alla presenza di ben diciotto eredi, abbiamo firmato il contratto d’acquisto e poi……..di corsa a pulire il giardino dalle sterpaglie e a programmare il nostro futuro!"
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